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Antonietta Melillo

La Cipolla di Alife Presidio Slow Food: Storia, Tradizione e Rinascita dell’Oro Ramato del Matese

Un’Eredità Millenaria: Dalle Leggende Romane al Riconoscimento di Merito

Coltivata nell’anfiteatro naturale della pianura alifana, ai piedi del Massiccio del Matese e lungo il corso del fiume Volturno, questa cipolla vanta radici che si intrecciano con la grande storia antica.

I racconti popolari narrano che i gladiatori romani usassero strofinarsene il succo sul corpo per tonificare e riscaldare i muscoli prima dei combattimenti, mentre in epoca longobarda il suo valore economico era tale da essere accettata come vera e propria moneta di scambio biologica per il pagamento dei canoni d’affitto dei terreni.

Considerata per secoli un rimedio della medicina contadina contro emicranie, morsi di serpenti e caduta dei capelli, la varietà ha vissuto momenti di gloria anche nel secolo scorso, ottenendo un Diploma di Merito ufficiale “per la sua bontà” già alla Fiera Campionaria Internazionale di Milano del 1930, prima del declino commerciale di fine Novecento a cui Antonietta Melillo ha saputo porre rimedio.

Il Ciclo Naturale nei Campi e i Nostri Prodotti Artigianali

I bulbi coltivati da Antonietta si riconoscono per la caratteristica forma globosa e leggermente schiacciata, protetti da una tunica esterna di un vivace color ramato che racchiude catafille interne bianche con venature violacee. Al palato, la Cipolla di Alife esprime un profilo organolettico unico: è dolce, sapida, aromatica e mai aggressiva, qualità che la rendono tollerabile e altamente digeribile anche a crudo o come pilastro fondamentale della tradizionale Genovese campana.

La coltivazione portata avanti in azienda segue un disciplinare rigoroso:

  • La semina e il trapianto avvengono in pieno campo rispettando rigorosamente la fase di luna calante (rispettivamente a fine estate e tra gennaio e marzo).
  • La terra viene preservata senza l’uso di chimica di sintesi grazie a una rotazione biennale, alternando la cipolla a leguminose locali (come il fagiolo cera di Alife) e cereali (grano tenero).
  • Dopo il raccolto estivo, le foglie essiccate al sole vengono intrecciate interamente a mano per dare vita alle tradizionali nzerte (trecce da 12 a 20 cipolle), un metodo artigianale che consente una conservazione naturale fino alla primavera successiva.

Per consentire di gustare l’essenza di questo raccolto tutto l’anno, Antonietta ha racchiuso la sua produzione in una linea di conserve artigianali d’eccellenza, che comprende la Crema di Cipolla Alifana, la Composta (ideali per l’abbinamento con i formaggi del Matese) e la classica Cipolla in Agrodolce, tutte lavorate dal fresco senza conservanti artificiali.

Questo filmato mostra l’intervista sul campo a Antonietta Melillo e la Cipolla di Alife, in cui l’imprenditrice racconta in prima persona il suo percorso e la passione con cui porta avanti questa coltura tradizionale.